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Negazionismo, gli scheletri nell'armadio delle democrazie



“Una legge totalmente idiota”. E' senza mezzi termini lo storico Franco Cardini riferendosi al negazionismo recentemente approvata al Senato e ora all'esame della Camera. E a chi vorrebbe, per “par condicio”, estendere gli stessi provvedimenti ad altre tragedie storiche, il noto medievista risponde: “Basta con il derby rivoltante tra Hitler e Stalin. Pensiamo piuttosto ai crimini delle gloriose democrazie”. Il professore pensa che la legge approvata al Senato per inserire l'aggravante del negazionismo alla Legge Reale sia del tutto idiota sul piano giuridico e inutile su quello politico visto che ci sono leggi sull'apologia di reato e sull'apologia di fascismo. Dato che una legge contro il negazionismo è in genere rivolta a coloro che, per fini apologetici verso il nazionalsocialismo, negano lo sterminio degli ebrei, qua si tratta di un provvedimento chiaramente superfluo, le leggi che ci sono sono già largamente sufficienti. Tuttavia dal punto di vista politico e culturale le leggi che introducono reati d’opinione e che limitano la ricerca scientifica sono antidemocratiche e antigiuridiche. Se il reato di negazionismo consiste nel negare istericamente lo sterminio non servono. Se invece servono a colpire le persone che per ragioni scientifiche fanno ricerche e modificano la nostra conoscenza attuale sul numero delle vittime o sul metodo delle uccisioni di massa, beh, in tal caso si tratta della libertà di ricerca e non si può limitare, oltretutto il problema non è quello del numero delle vittime, il problema è la natura disumana e antigiuridica secondo qualunque legge umana e divina di quello sterminio. Queste leggi ci sono già in altri Stati e infatti sono leggi inique che mandano in galera, come è successo in Austria, dei seri ricercatori scientifici che magari avranno le loro opinioni politiche contestabili finché si vuole, ma che stavano semplicemente facendo il proprio lavoro. Se entrano in vigore queste leggi, valevoli per l’Olocausto, che si facciano anche per i crimini di Stalin. Anche se sarebbe un ragionamento stupido e anche un po’ repellente. Non facciamo a chi ne ha ammazzati di più. Anche perché se ci mettiamo su questo piano, oltre a Hitler e Stalin, bisognerebbe chiamare in causa anche Sua Maestà britannica, che nelle colonie non ne ha ammazzati di meno. Certo, non si trattava di bianchi ed europei, non erano “persone civili”, ma allora se si ragiona così chi è il razzista? E ancora, penso all’eccidio degli indiani delle praterie, degli armeni, degli africani, ai due milioni di soldati tedeschi fatti morire di fame e di stenti dai vincitori dopo la Seconda guerra mondiale. E poi, oggi non è il 12 febbraio e nessun giornale ne ha parlato, ed è una vergogna, ma il 12 febbraio 1945 ci fu il bombardamento angloamericano su Dresda, in una Germania ormai in ginocchio, in una città che non aveva nessuna difesa anti-aerea, che era piena di profughi dal fronte orientale e che pure fu bombardata al fosforo. Sa cosa significa? Che si muore bruciati, come il povero pilota giordano. Insomma, il derby rivoltante tra Hitler e Stalin non regge, bisognerebbe fare piuttosto un generale esame di coscienza e vedere quanti scheletri nell'armadio hanno le gloriose democrazie.

Pubblicato il 13/2/2015 alle 9.54 nella rubrica ITALICUS.

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