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Gaza 29/12/2008 Piombo Fuso

[…]c’è un termine in ebraico, sudar, con cui si indica il sudario, e che in ebraico moderno significa sciarpa, scialle. E’ un termine che è indicato ben undici volte nella Mishnà, la codificazione della Torah orale, che raccoglie le principali opinioni degli scribi e dei rabbini sui problemi della legge.

“si mette un sudar duro in uno morbido e si avvolge il collo del condannato. Due boia tirano i due lembi di questa sciarpa in senso contrario, finchè il condannato apre la bocca per poter versare nei suoi visceri piombo fuso…”
Il destino di Gaza e dei Palestinesi e’ scritto!
(Domenico Savino 4/01/2009 “Piombo Fuso)
Un anno fa l'operazione Piombo Fuso
Gaza ricorda le 1.400 vittime
Quando l’operazione israeliana “Piombo fuso” a Gaza si concluse nel gennaio 2009, i palestinesi scoprirono che gran parte delle loro infrastrutture – comprese abitazioni, scuole, ministeri, la rete idrica e i servizi igienico-sanitari, l’energia e le reti di telecomunicazioni, strade, ponti e ospedali – erano state ridotte in macerie
ROMA (27 dicembre) - Un anno fa l'aviazione militare israeliano attaccava la Striscia di Gaza nell'operazione militare definita Piombo Fuso. Alle ore 11.25 locali, l'ora in cui iniziò l'attacco, su richiesta di Hamas gli abitanti hanno osservato un minuto di raccoglimento per ricordare le circa 1.400 vittime (stime israeliane) registrate in un mese di combattimenti, mentre risuonavano le sirene. Nella piazza antistante il parlamento sono stati esposti i nomi di ciascuna vittima. Per tutta la giornata si sono susseguite cerimonie, mentre programmi speciali venivano mandati in onda dalle stazioni radiofoniche e televisive locali.

I dirigenti di Hamas hanno sostenuto che Israele non è riuscito a conseguire gli obiettivi che si era prefisso alla vigilia della operazione. «La striscia di Gaza - ha rilevato Ismail Haniyeh - è ancora forte, Israele non è riuscito a sconfiggerci. L'isolamento della Striscia ha avuto l'effetto di indurire Gaza, al punto che non può essere sconfitta. Sono stati i nostri combattenti ad obbligare infine il nemico al ritiro, mentre la nostra resistenza proseguiva».

Mentre la Striscia è ancora alle prese con la ricostruzione e i feriti più gravi sono ancora assillati dalle cure mediche (spesso problematiche a causa dell'isolamento), Hamas conduce trattative indirette con Israele per uno scambio di prigionieri che, se realizzato, rappresenterebbe il maggiore successo politico negli ultimi due anni. «Ancora un accordo non c'è e non so se ci sarà » ha detto oggi il premier israeliano Benyamin Netanyahu, mentre a Damasco Hamas prosegue le consultazioni sullo scambio fra Ghilad Shalit e centinaia di palestinesi detenuti in Israele.

Nel frattempo aumenta la tensione fra il governo di Israele e i dirigenti dell'Anp a Ramallah, dopo che ieri l'esercito israeliano ha ucciso sei palestinesi: tre ai margini della striscia di Gaza e altri a Nablus (Cisgiordania). Questi ultimi, secondo l'esercito israeliano, avevano ucciso venerdì un rabbino in un'imboscata presso Nablus. Secondo l'Anp Israele avrebbe dovuto chiedere ai servizi di sicurezza di Abu Mazen di catturarli. Invece sono intervenute unità di elite israeliane e i tre miliziani (tutti di al-Fatah) sono rimasti uccisi. «Si è trattato di una esecuzione a sangue freddo» ha accusato un dirigente politico di al-Fatah. Ma Israele nega: i tre, afferma, si sono ripetutamente rifiutati di arrendersi, ed erano armati. Uno dei loro fucili, viene aggiunto, è quello che ha ucciso il rabbino. (Il Messagero)

Pubblicato il 28/12/2009 alle 15.32 nella rubrica Sionismo.

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