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Questo Blog è un blog "FASCISTA", nel senso nobile del termine e non nel senso che per 60 anni questa giudeocrazia gli ha conferito. Politicamente non si colloca ne a DESTRA, ne a SINISTRA, ma sta col POPOLO tutto a prescindere dalla razza, religione e ceto sociale. Rispetta chi porta rispetto ed è inflessibile con chi non rispetta le tradizioni e le leggi siano esse dello Stato che Naturali.

Questo blog si schiera apertamente con tutti i popoli oppressi e/o coercizzati da parte di governi o di Paesi che approfittando della loro superiorità tecnologica, militare, finanziaria, li spogliano di ogni risorsa e ne calpestano la dignità.

1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

3)credo in qualcosa di spiritualmente superiore all'uomo, ma non credo nelle religioni così come non credo nei partiti;

4)non cerco la vostra approvazione e del vostro disprezzo me ne frego, passo e ci piscio sopra;

 


 

 

 

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21 gennaio 2010

Mr. President, help internet in Italy

Pur non condividendo la forma di lotta - chiedere aiuto ad uno yankee, rifugiarsi dietro le sue poderose spalle - , classica di chi ha paura di lottare, soffrire, morire o di chi non sa lottare, classica mentalita' da servo, succube, quella di chiedere al padrone d'intercedere per lui presso il bullo di turno, ho deciso di postare lo stesso questo articolo, che, a mio avviso, trovo ben redatto e ben articolato.
Tolto, appunto, l'ultima parte, dove personalmente non chiederei niente a nessuno, tantomeno ad uno yankee - visti i danni che abbiamo dovuto subire per aver chiesto aiuto in un recente passato - , a costo di rischiare d'incappare nell'apologia di reato, esorterei la gente a rubare oppure, se proprio non ci riesce, a comprare merce rubata o di contrabbando. Cosi' tanto per vedere se riescono a tassare anche quella. (n.d.r.)  



esproprio proletario


L'Italia è invasa dagli stranieri. Sono barbari della cultura, distruggono,devastano, saccheggiano, impongono gabelle, impediscono al mercato di crescere ed evolversi. Sono parassiti, succhiatori di sangue, prendono ai poveri per dare ai ricchi, tengono in vita malati terminali, mummie che si sbriciolerebbero di fronte a qualsiasi pensiero intelligente, ibernano i loro privilegi e li mantengono inalterati nel tempo, producono a ciclo continuo vasetti di cazzi loro e non imprimono nessuna data di scadenza.

Hanno colonizzato tutto, infestato ogni poltrona, riempito di servi e vassalli tutte le vie di accesso al palazzo. Se la suonano e se la cantano.
Inscenano teatrini per intrattenere le folle, assumono burattini e servono fandonie decorate con bigiotteria di infima qualità, perline colorate in cambio della vita e della terra degli indios: la nostra vita, la nostra terra.

 Sono in tanti. Arrivano ben vestiti. Ti parlano di libertà e ti imbavagliano. Ti parlano di diritti e te li alienano. Ti parlano di riduzione delle tasse e te le aumentano. Ti parlano di futuro e te lo rubano. Ti parlano di cultura e ti rendono più ignorante. Si fanno chiamare Bondi, Romani,
Maroni, D'Alia, Levi, Carlucci, Barbareschi, hanno molti nomi ma un solo padrone. E il padrone non ha nome. Si nasconde, come Bin Laden, come il padre nostro che è nei cieli, come il capro solforoso che è negli inferi, come la vecchia terrificante strega dalle lunghe dita unghiate che beve code di rospo e influenza le decisioni del Re, sotto la minaccia di scatenare la collera degli dei.

Dopo avere cercato di imporre la carta di identità per ogni singolo bit trasferito in rete (Carlucci), dopo avere provato a chiudere i blog su indicazione diretta del Ministero degli Interni, avendo a insindacabile giudizio loro ravvisato apologia di reato magari nell'ultimo e più insignificante dei commenti a un post, scavalcando la magistratura (D'Alia), dopo avere sentenziato che internet è un luogo di libertà ma va assolutamente regolamentato, a loro vantaggio (Barbareschi), dopo avere cercato di equiparare un blogger a una testata giornalistica e di farlo iscrivere al registro degli operatori della comunicazione (Levi-Prodi), dopo avere
cercato di applicare a internet la legge sulla stampa promulgata nel 1948, dopo avere paragonato i social network ai gruppi terroristici degli anni '70 (Schifani), dopo avere minacciato di chiudere Facebook salvo poi accordarsi privatamente con gli operatori del settore per dare luogo ad una censura insidiosa, invisibile e silenziosa, contro la quale è difficile organizzarsi (Maroni), dopo avere addirittura osato proporre un permesso ministeriale per trasmettere in diretta streaming dalla propria scrivania, dopo avere negato 800 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga - o meno angusta - mentre il resto dell'Europa sta dichiarando internet un diritto fondamentale dell'uomo e garantisce ad ogni cittadino 100 Mbit o più di velocità di connessione, dopo tutte queste vessazioni, uniche nel panorama legislativo dell'occidente democratico, oggi sono in arrivo altre due colossali offese all'intelligenza digitale: il Decreto Romani e l'estensione dell'Equo Compenso

Con il primo, sua maestà il premier itende tutelare gli interessi presenti e futuri della sua dinastia regale, salvaguardando Mediaset dalla crescita di piccoli ma fastidiosi videoproduttori indipendenti, videoblogger e web-tv. Costoro non potranno più utilizzare la rete per immettere immagini in movimento - come attualmente è possibile fare sui grossi portali di videosharing - senza ottenere preventivamente un permesso governativo, equiparando a tutti gli effetti un videoblogger, così come chi vuole condividere i filmini delle vacanze, a una rete televisiva vera e propria. Un abominio che fa scempio della libertà di espressione e che cerca ancora una volta di tutelare il monopolio dell'informazione e della raccolta pubblicitaria che
grazie a Craxi è stato conferito, per diritto divino, a Silvio Berlusconi e a tutta la sua genealogia discendente.

Con il secondo si intende rubare ai poveri per dare ai ricchi, costringendo tutti i cittadini italiani, già gravati da un inaccettabile digital divide, a ingrassare le casse della SIAE, partendo da un presupposto fortemente illiberale e avverso al principio giuridico della presunzione di innocenza. Non potendo più sostenere il diritto d'autore, disciplina che per anni ha reso fortune da milioni di euro a pochi artisti, sempre gli stessi dai tempi in cui Berta filava, e impoverito tutti gli altri, indipendentemente dalla loro bravura ma in funzione della sola appartenenza o estraneità alle baronie del mondo dello spettacolo, Bondi vuole essere per la SIAE quello che Craxi fu per Berlusconi: il legislatore che non legifera nell'interesse dei cittadini, ma in quello degli interessi corporativi, per permettere loro di continuare a perpetrare un modello perdente che gli adattamenti evolutivi del mercato, favoriti dalla rete, premono per modificare e rendere più aperto e democratico. D'ora in poi se acquisterete telefoni cellulari, hard disk, chiavette e qualsiasi dispositivo contenente una memoria ram, pagherete senza saperlo una gabella significativa e proporzionale alla dimensione in gigabyte della memoria fisica disponibile. Perchè? Perché si presuppone che la userete per farvi copie private di film e brani musicali. Non importa se usate la ram del vostro apparecchio per conservare documenti importanti, le foto di vostro figlio o i filmini delle vacanze: dovete pagare, siete pirati, siete criminali, per voi la presunzione di innocenza non vale. In tempi nei quali la quantità di memoria disponibile aumenta vertiginosamente di mese in mese, diventando nel contempo via via sempre più conveniente da acquistare, Bondi è il primo caso al mondo di Ministro che vuole penalizzare l'innovazione, per dirla
con le parole di Confindustria

Adesso basta. Io voglio vivere in un paese dove il mio Presidente
parla al paese attraverso YouTube e non disabilita i commenti, perché un Presidente della Repubblica deve avere desiderio di sapere cosa penso. Voglio vivere in un paese dove posso ricevere gli aggiornamenti Twitter dai parlamentari, dove i ministri hanno un blog e dialogano sulla rete, dove le campagne elettorali si fanno sui social network, alla pari, senza il rischio che i grossi monopolisti dell'informazione partano con un serbatoio di consensi illimitato e immeritato, in una competizione sleale e antidemocratica che privilegia faccendieri e trafficanti di organi istituzionali a discapito di chi ha davvero le idee per cambiare questo paese. Voglio vivere in un paese dove la banda larga è considerato un diritto fondamentale di ogni cittadino, elevandola a diritto costituzionale, come è avvenuto in Francia, come è avvenuto in Finlandia, come è avvenuto in Spagna e in Germania. Voglio vivedere in un paese dove la gente guarda meno la televisione e naviga di più, leggendo e informandosi in rete. Come in America, dove un ultrasettantacinquenne su 4 legge e si informa sui blog. Come in America, dove non importa quanti gruppi aperti da buontemponi in vena di triviale goliardia inneggino all'eliminazione fisica del Presidente, perché Obama non si sognerebbe mai di andare alla CNN a dire che Facebook deve essere chiuso. Come in America, dove a giugno 2009 la percentuale di penetrazione della banda larga nella abitazioni residenziali era superiore al 26%, contro un 19% italiano che ci colloca al 22° posto della classifica dei paesi OECD. Sì, come in America.

Per questo io, voi, noi tutti andremo davanti all'ambasciata americana, a piedi nudi, incatenati, battendo i piedi per terra al suono dei tamburi, a passo di schiavo, reggendo tutti insieme un unico enorme striscione: 
Mr. President, help internet in Italy


Mr.President, help internet in Italy




17 dicembre 2007

Gli occhi della Guerra

A Natale, se non ti viene in mente niente di originale da regalare ai tuoi cari, amici o parenti che siano, regala "Gli occhi della guerra" un libro per non dimenticare.

Il costo del libro comprandolo direttamente dal sito è di 25 euro, puoi acquistarlo
clicando qui oppure da qualche libreria On-Line o nella tua libreria di fiducia, ovviamente il prezzo sarà più alto. 

Se ti va, se trovi questa mia iniziativa interessanrte gira questo messaggio promozionale ad un amico, senza spendere soldi gli farai un regalo.

Auguri per un felice Natale ed un anno migliore

Fausto Biloslavo, Gian Micalessin e Almerigo Grilz



Gli occhi della guerra

Le orbite rossastre di un bimbo soldato che ha già visto troppo, lo sguardo terrorizzato di un prigioniero che attende il plotone di esecuzione, l’ultimo rigagnolo di vita nelle pupille di un ferito.
Sono gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea.Ma gli occhi della guerra siamo anche noi, giornalisti, fotografi, cineoperatori fatalmente attratti da conflitti esotici, dimenticati o alle porte di case. Talvolta non sappiamo starne lontani, perché reportage e guerre non sono più un mestiere, ma la nostra vita e la nostra dannata, maledetta passione. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo. Un libro nel ventennale della morte sul lavoro e nella battaglia di
Almerigo Grilz, nostro maestro, amico e compagno d’avventure. Con lui avevamo fondato l’Albatross press agency, un’agenzia spericolata, per girare il mondo, sbarcare il lunario e raccontare la guerra. Tre ragazzi di Trieste, tre figli di una città che, ancora oggi a vent’anni dalla sua morte, stenta a celebrare i meriti professionali di Almerigo. Ora grazie all’ aiuto concreto del Comune di Trieste, dell’editore Massimo Cetin e dell’associazione di volontariato Modavi a ricordarlo c’è questo libro. Porta anche la firma di Almerigo, perché contiene molte sue foto scattate prima di morire in Mozambico. C’è il suo nome perchè lui è e resterà uno di noi. Nonostante tutto e tutti.
Il libro è diviso per aree di conflitto. L'Africa rosso sangue degli anni ottanta ha le tinte forti dell'Uganda, dell'Angola, del genocidio in Ruanda. La storia del Medio Oriente senza pace inizia con il primo reportage durante l'invasione israeliana del Libano nel 1982 e si conclude con l'odierna tragedia dell'Iraq.
Per certi paesi, come l'Afghanistan, le fotografie percorrono tutta la storia della loro crisi dall'invasione sovietica ad oggi. Alcune immagini riflettono guerre dimenticate, sopite o concluse, ma sono state inserite per il loro valore e drammaticità, come nel caso della Birmania o del Nicaragua. Le fotografie dei massacri in Uganda e Ruanda non vanno mostrate ai bambini, ma la guerra è crudele e non guardarla negli occhi non basta ad eliminarla.
La tirannia delle pagine ci ha costretto a scartare tante, troppe foto. Altre di grande valore sono rimaste dimenticate nei cassetti di qualche redazione o sono andate perdute.
L'importante è che sfogliando questo libro, le sue pagine vi diano il senso degli occhi della guerra.




1 dicembre 2007

Coordination Solidarité Enfants Martyrs de Beslan

 

Il 1 settembre 2004 veniva consumato uno degli atti terroristici più vigliacchi della storia. Un commando ceceno occupava una scuola elementare nella povera Repubblica dell'Ossezia del Nord, appartenente alla Federazione Russa, e dopo aver preso in ostaggio bambini e
genitori si dava a dimostrazioni di efferatezza atte a piegare le autorità.



I terroristi torturavano e uccidevano gli ostaggi a più riprese. Figli sotto gli occhi dei genitori, madri e padri sotto gli occhi dei figli.

  

Di quell'inferno, di cui solo poco e transitoriamente è apparso sui media, molti bambini portano ancora tracce profonde e indelebili e hanno bisogno di essere recuperati alla vita. In Francia è nato un organismo la «Coordination Solidarité Enfants Martyrs de Beslan» al quale ho deciso di aderire e di cui intendo aprire una filiale italiana.



Questa organizzazione si limita ad adottare a distanza quei bambini non tanto per inviare loro denaro quanto per trasmettere affetto.

A quei bambini è opportuno pensare inviando loro almeno un regalo di Natale. Il loro è ortodosso e coincide con la nostra Epifania. Ragion per cui è necessario acquistare qualcosa entro la metà di dicembre al fine di poterla far partire per tempo.

Mi hanno comunicato quanto segue.

a) non inviare possibilmente vestiti né denaro

b) inviare o giocattoli (ma solo per i più piccoli), o maglie o sciarpe di squadre di calcio o rugby o di calciatori o di motociclisti o di piloti per i maschi oppure foulards o portachiavi regionali o qualcosa del genere per le femmine. Anche cioccolata o dolci non di breve scadenza sono bene accetti.


Tecnicamente dovrebbe funzionare così.

Singoli individui

a) chi invia qualcosa sceglie a chi farlo e prima di spedirlo mi avverte

b) prepara una frase di accompagnamento non lunga che io traduco in francese e mi faccio tradurre in russo

Gruppi o associazioni

Possono fissare feste, raccolte, concerti, conferenze ecc. e avviare la raccolta che poi possono finalizzare contattandomi per l'ultimo passaggio (o se servisse per ragioni organizzative o consultive anche prima) ricordo la mia mail ga@gabrieleadinolfi.it




Allego la lista dei bambini.

Chiunque acquisti un pensiero è pregato di comunicarcelo prima di farlo partire e questo per due ordini di motivi

a) per controllare con Parigi e Mosca l'attualità dell'indirizzo (che non dovrebbe cambiare essendo il dato molto recente)

b) per evitare che magari un babino riceva quattro regali e molti non ne ricevano nessuno.


Prego chiunque sia interessato sia individualmente sia, meglio ancora, alla partecipazione all'edificazione del Coordinamento in Italia di contattarmi quanto prima

ga@gabrieleadinolfi.it


Benché i terroristi siano stati finanziati da alcuni magnati «pacifisti e arancioni» che la fanno da padroni anche in casa nostra e malgrado le considerazioni geopolitiche non è tanto la causa in sé né l'essere pro o contro russi, pro o contro ceceni, a indurci a quest'iniziativa. Lo è un insieme di sdegno, amore e senso dei doveri elementari.

Vi ringrazio

Gabriele Adinolfi


Coordination Solidarité Enfants Martyrs de Beslan 
hp.falavigna@wanadoo.fr

24.11.2007

La Croce Rossa Internazionale a Ginevra ci ha messi in relazione con la responsabile di Mosca in carica per il coordinamento del suo intervento in Ossezia del nord a Beslan.

Si chiama Margarita Plotnikova, russa, anglofona, ci ha trasmesso la lista qui allegata di bambini che accumulano patologie somatiche, fisiologiche e sociali.


I suoi telefoni


Mobile 007-495-991 17 12 Fisso 007 0095 937 5267 Fax 007-495 937 52 63

margarita.plotnikova@ifrc.org


Costei ci ha messo a sua volta in contatto con la responsabile della Croce Rossa dell'Ossezia del Nord a Beslan, Irina KUSOVA redkross@ossetia.ru

 

Questa è la lista dei bambini con il maggior numero di traumi ai quali s'intende offrire un regalo per Natale



BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Robert BALIKOV reso orfano durante l'attentato, ferito e traumatizzato, Nato nel settembre 1997, abita dalla zia, all'indirizzo: Svetlana 6/35 Plieva st  BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA  Tel 307 22 8 905 538 1930



Mkrtich MKRTCHYAN, gravemente ferito, in stato depressivo, ha ancora oggetti metallici nel cranio pur dopo numerose operazioni in Russia e Germania. Nato il 24cluglio 1995 domiciliato all'indirizzo: Mira 19/10 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA


Rouslan SALKAZONOV multitraumatizzato dalle schegge delle mine piazzate dai terroristi, deregolazione dell'apparato motorio, ospedalizzato alla crinica oftalmica, nato il 4 settembre 1997 vive da sua nonna all'indirizzo: dom Pileva 4/5 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA


Alina GULLAEVA grevemente ferita, bruciata, paralizzata di un braccio, con schegge metalliche nell'apofisi, vive chiusa e rifiuta scuola e amicizie.Ha assistito alla morte di sua madre e di sua sorella assassinate durante l'attentato. Nata il 1 luglio 1993. Indirizzo: dom Pervomaiskaya 52 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA  Tel 007 86737 33461



Georgy ILYN gravemente ferito, ipoplegia del rene destro, traumatisma psicologico, nato nell'aprile 1996; indirizzo: dom Br Nogaevykh 92 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA  tel 007 86737 32482  Ha una famiglia francese che lo segue a distanza


Anna KADALAYEVA traumatismi psicologici non abbiamo il suo dossier medico). Nata nel 1995. indirizzo: dom Sigova 13,43 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA


Georgy KONIEV politraumatisma psicofsico, tutta la sua famiglia è stata assassinata durante la strage terrorista, nato il 2 marzo 2000 vive presso un tutore tel. 007 86737 34258. Indirizzo: dom Koniev Guennady Alievich 56 Komsomolskaya st- BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA


Vladivslav SIKOEV nato il 25 agosto 1990

Angelika SIKOEV nata il 17 dicembre 1996

Sono molto turbati per aver subito tre giorni di torture e aver assistito alla morte della madre nell'attentato mentre il padre, cercando di proteggerla, restava invalido. Hanno soprattutto difficoltà economiche perchè sono seguiti affettivamente di lontano da una famiglia francese. Indirizzo: Dom Pervomaskaya 153/153a BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA tel 007 86737 34300



Zaour PLIEV nato il 25.09.1994 Ha passato una lunga degenza e una lunga rieducazione; la madre e la sorella sono state anch'esse gravemente ferite nell'attentato, il padre è disoccupato. Una famiglia fancese lo segue regolarmente. Indirizzo: Dom Komintern 77/30 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA tel 007867 37 37412




Ilona KHOUBAEVA nata il 10.08.1996 Diversi traumi psicofisici, più volte operata agli occhi in una clinica oftalmica di Gottingen (Germania). Attendiamo di avere il suo indirizzo



Moural KALMANOV nato il 5 giugno 1988 Gravi sequele dall'attentato nel quale sua madre è stata fatta saltare in aria dai terroristi; è in tutela da sua zia. Indirizzo:

DOYEVA ZAREMA Dom Per Lermonotova 72a /17 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 007 867 37 30517


Zalina PLIEVA nata nel 1996 Ferita allo stomaco e all'intestino; sua sorella le è stata uccisa accanto e sua madre è divenuta neuropatica. Vive con il padre a casa della nonna. Ha bisogno di un forte sostegno neurologico.

Attendiamo di avere il suo indirizzo.



Dzarasov ZAUR nata il 25 maggio 1987 Ferita nell'attentato, suo fratello è invece deceduto a causa delle ferite. Ha bisogno di altre operazioni ed è molto fragile. Indirizzo: Dom 10 Hetagurova str. BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 008 928489 3088



Zakema GORGIEHIEVA nata nel 1989 Adottata dallo zio, privo di risorse, ha problemi oftalmici e ha già perso un occhio. Indirizzo: 51 Gorkogo st BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA


Roman BZEIEZ nato nel 1998 Gravemente ferito durante la presa di ostaggi, i suoi genitori gli sono morti a fianco per le esplosioni delle cariche dinamitarde. Vive presso la zia. Indirizzo: 22 Markova st. Appart.21 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 3 25 07




Azamat TETOV nato nel 1993 Ferite fisiche e psichiche (ci manca il dossier medico). Indirizzo: Mira 11/53 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 007 86737 32386



Alevtina FADEEVA Problemi psicologici gravi. Indirizzo: Dzarahohova 33/12 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 007 86737 34724




Marc DJIOHEN Problemi posicologici gravi. Non abbiamo il dossier. Indirizzo Naberezhnaya 44 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA


Kalmanov MOURAT nato il 5 giugno 1988 La madre è morta durante la sparatoria dovuta all'intervento delle forze russe. Ferito alla spalla, al gomito e alla tempia ha subito una lesione al nervo radiale ed è affetto da lesioni auditive permanenti. Orfano anche di padre, questo ragazzo vive dalla zia

Doyeva Zamera Per. Lermonotova 72 / apt. 17 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA

TEL 007 867 37 30517




MARGIEV SOSLAN Ferite alle braccia, affetto psicologicamente, soggetto a riabilitazione fisica, vive col padre che è un senza tetto. Il domicilio provviosrio è: 5,3 Kosmodem’ Yanskoi st BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Kristina KHABLIEVA nata il 22.11.1994 Nell'attentato ha visto morire il fratellino, è soggetta a cure psiconeurologiche e deve essere seguita in permanenza. Vive con i genitori presso lo zio. Indirizzo:UI Bratiev Margoevykh 19 BESLAN

Tel 007 867 3738140



Alina ALBEGOVA nata il 02 02 1990 Ferite multile, le principali agli arti inferiori, ha traumatismi psichici. Inoltre la madre è morta in un incidente stradale. Vive dalla nonna:Plieva 6/48 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Vladimir OZIEV nato nel 1996 ha subito una garve ferita alla testa; ha perso l'occhio sinistro ed è traumatizzato avendo visto morire il fratellino e la mamma mentre il padre restava ferito nel tentativo di far loro scudo. Vive dalla nonna. Indirizzo:

OZIEV 27 Makarova st. Appart.31 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA

TEL 3.28.51




Guennady PUHAEV nato nel 1997 Commozione cerebrale e depressione. Indirizzo:

11/11 Oktyabryskaya BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Fatima DZGOEVA nata nel 1997 Commozione e depressione. Indirizzo:

Per Shkolny 39/14 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA




Fatima KHOSONOVA Non abbiamo il dossier. Sappiamo che soffre di depressione.

Naberezhnaya 55, BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA




David TSIRIKOV nato nel 1995 Traumatizzato, seguito neurologicamente per la ricostruzione psicologica. Orfano di madre, deceduta per un tumore, ha il padre handicappato dalle ferite dell'attentato. Vive dalla zia. Indirizzo

ZHANNA TSIRIKOVA

129 LENINA str. BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA




6 novembre 2007

Caccia al tesoro


 

Comunicato Stampa Movimento
Caudino No Amianto

Lanciamo il primo concorso, virtuale & sociale, per difendere il nostro ambiente.

Chiediamo una mano a tutti/e affinchè la creatività delle nuove generazioni possa reagire al grigiore “amianto” dei vecchi, dentro e fuori…

La “Caccia al tesoro” è aperta a singoli ed associazioni che hanno a cuore la problematica e per ulteriori informazioni vi preghiamo di contattarci tramite il nuovo indirizzo di posta elettronica:
noamianto@libero.it

Le foto inviate saranno pubblicate su www.noamianto.blogspot.com e le migliori pubblicate sul calendario “NO AMIANTO 2008?, che punterà a sensibilizzare TUTTI i giorni la popolazione sulla tematica ambientale.

Mentre, per quanto riguarda i video, allestiremo una serie di proiezioni.

Abbiamo intenzione di organizzare delle manifestazioni entro dicembre, sia nelle scuole che nelle strutture pubbliche e al momento chiunque abbia voglia di LOTTARE è pregato di farsi vivo!

PARTECIPA ALLA CACCIA AL TESORO…
VINCI LA SALUTE!
DIFFONDI LA LOTTA ALL’AMIANTO!

Movimento Caudino No Amianto

 


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permalink | inviato da C.O.C. il 6/11/2007 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa



15 luglio 2007

A proposito degli scontri avvenuti a Casal Bertone


Noi come gli Spartani


Non esiste più alcun dubbio: i filmati, le testimonianze e in ultimo le dichiarazioni ufficiali del prefetto Serra concordano.  Nella notte tra mercoledì scorso, 11 luglio,e giovedì 12 gli scontri nel quartiere popolare romano di Casal Bertone sono stati provocati da un'aggressione comunista ai ragazzi della Fiamma Tricolore che stavano affiggendo manifesti.Una versione opposta è stata immediatamente fornita, come da breviario leninista, dagli aggressori che hanno prontamente trovato il sostegno compiacente di Veltroni e dei veltronioti, una tantum smentiti dalla forza pubblica. In realtà quello che è accaduto è molto semplice.Mentre i ragazzi della Fiamma stavano in giro in affissione,nella Casa dello Studente occupata aveva luogo,coincidenzialmente, una runione del coordinamento antifascista romano. Quale migliore occasione - si devono esser detti quei nostalgici - di dare una lezione aifascisti? E così li hanno assaltati a mano armata (sbarre,manici di picconi, badili) in un rapporto numerico disuperiorità di sei a uno, forti, in particolare, di diversi extracomunitari agguerriti. La battaglia è durata a lungo ed è stata cruenta. Gli aggressori hanno avuto la peggio e, per ritorsione, sono tornati più tardi a prendersela con locali e suppellettili.

Immaginiamo per un attimo cosa sarebbe accaduto se le cose fossero avvenute in modo inverso; e cioè se i fascisti avessero assalito dei comunisti mentre erano in affissione e, dopo aver provocato un lungo scontro cruento, fossero andati a devastare la sede avversaria. Cosa si direbbe ora? I proclami, le petizioni popolari, lo "sdegno" avrebbero raggiunto livelli da prima notizia del telegiornale. Si parlerebbe a gran voce di scioglimento del partito di appartenenza dei fascisti e di carcere duro, esemplare per loro. Invece è palese che gli aggressori (se vogliamo gli sfortunati aggressori...) erano rossi. A questo punto allora dovremmo chiedere lo sgombero della Casa dello Studente occupata, l'incriminazione degli identificati e lo scioglimento del coordinamento antifascista? Direi di no.

Direi che, malgrado tutto,sarebbe ingiusto e assurdo pretendere una cosa del genere. È vero, è certamente vero, che l'antifascismo è un'idiozia pericolosa. È vero, è certamente vero, che chi dovrebbe, almeno in teoria, impegnarsi per la giustiziasociale,  contro i pescicani, contro i palazzinari, dovrebbe astenersi dallo sbandare nell'antifascismo, dal cadere in trappole di questo genere, dall'alimentare gli opposti estremismi. È vero, è certamente vero, che quando si assaltano gli avversari con un rapporto vantaggioso di sei auno si delinque, anche eticamente. E che se le si prendono sarebbe molto più dignitoso tacere che non sbraitare e sfogarsi su muri e sedie. Tutto questo è vero, verissimo. Ma è altrettanto vero che sono comunque meglio loro, questi antifascisti trinariciuti e famelici, dei paladini della democrazia, dei totalitaristi a immagine soft. Meglio, mille volte meglio loro dei Veltroni, dei Fassino, di tutti quelli che coprono le loro spalle in maniera sempre elegante e non sconveniente. Mille volte meglio loro, gettati nella disperazione dell'emarginazione sociopolitica e nel nichilismo idiota dell'antifascismo che non quelli che, tradendo ogni aspettativa, non hanno lasciato loro altro sfogo espressivo che non quest'ideologia e quest'etologia da orchetti.

Non sono dell'avviso che dovremmo chiedere la chiusura della Casa dello Studente occupata ma quella del Campidoglio. Non lo scioglimento dei centri sociali ma quello del Parlamento! E in ultimo voglio rivolgermi ai "benpensanti" a quelli che "sono tutti delinquenti", "ma quando la faranno finita?". Voglio ricordare a costoro che le battaglie campali per il controllo delle zone urbane sono vecchie quanto la storia dell'uomo. Che non cessano affatto con la "civilizzazione": si guardi negli Usa, in Inghilterra,in Francia come ogni giorno i giovani si scontrano per il controllo dei quartieri. E quei giovani, così come i nostri opposti estremisti, non sono affatto la feccia della popolazione, anzi spesso sono il solo residuo di vitalità presente in certe città. Questi scontri finiscono solo dove sia presente Civiltà, dove ci sia Imperium. Ovvero precisamente ciò che le forze culturali e spirituali oggi imperanti, e delle quali i Veltroni, i Fassino, i Casini, i Mastella, i Prodi, i Fini, gli Schifani, i Maroni, i Giordano sono soltanto esecutori, vogliono a tutti i costi spazzare via.

A coloro che scrollano le spalle di fronte a certi episodi che considerano rozzi, brutali e fini a se stessi, voglio ricordare quale sia l'esempio che una classe dirigente nella sua interezza sta offrendo alla gioventù. Corruzione,spionaggio, calunnie, piazzate, avanspettacolo, giravolte,insulti tra individui che il giorno dopo si abbracciano per poi tornare a insultarsi. Voglio ricordare che non esiste alcuna politica estera, alcuna fierezza nazionale, alcuna idea forte: nulla insomma per cui un giovane possa essere felice di vivere passando come oggi accade dalle gonne della mamma alla tomba attraverso un precariato continuo in uno stato d'ipnotismo psichico continuato.Le alternative agli scontri di piazza per chi non sia uno zombie, rispettabile magari ma pur sempre uno zombie, non sono poi molte, in sostanza sono due: drogarsi o vomitare. E allora non condanniamo troppo questi ragazzi. Non sgombriamo la Casa dello Studente, mandiamo a casa i politici! Tutti.

Gabriele Adinolfi




permalink | inviato da COC il 15/7/2007 alle 20:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


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