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Questo blog si schiera apertamente con tutti i popoli oppressi e/o coercizzati da parte di governi o di Paesi che approfittando della loro superiorità tecnologica, militare, finanziaria, li spogliano di ogni risorsa e ne calpestano la dignità.

1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

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26 dicembre 2009

Israele ammette: rubati gli organi ai palestinesi morti

Il Santo Natale e' passato, ma sti cazzi! Fosse stato per me quest'articolo lo avrei postato ieri. Lo avrei servito sulle tavole imbandite dei banchetti pre e natalizi degli italioti, al posto del menu'. Non l'ho fatto! Ma non per rispetto o pudicizia, non l'ho fatto semplicemente perche', conoscendo lo spirito “italiota” dei miei connazionali, ho pensato che era inutile, tanto non sarebbe stato letto. Pensare o sperare di poter risvegliare nelle menti, ottenbrate, assopite, assenti, conformate, qualunquiste, assoggettate, fancazziste, vendute, dimentiche, pietiste, buoniste, benpensanti e circoncise anche solo un po' di sdegno sarebbe stato davvero sperare in un miracolo e io che nei miracoli non credo piu', specie in questo, ho deciso, mio malgrado, di attendere un giorno in piu', sia mai che mi malediciate per avervi rovinato, il vostro fottutissimo Santo Natale ...



Fonte: mazzetta.splinder


 

All'inizio di settembre un articolo del giornale svedese Aftonbladet aveva scatenato una crisi diplomatica tra Svezia e Israele. Nell'articolo i parenti di un palestinese denunciavano che gli israeliani avevano restituito il cadavere del loro caro dopo averne prelevato degli organi e che il loro caso non era unico.

Immediatamente da Israele si alzò un fuoco di sbarramento feroce che definì "antisemita" il giornale, la Svezia e chiunque prestasse orecchio ad accuse immaginarie (tanto per cambiare, tanto per non smentirsi mai). Oggi invece sappiamo che le "l'immaginario furto d'organi" è stata pratica comune in Israele per oltre dieci anni. A ridurre, solo parzialmente, l'orrore si è venuto a sapere che l'istituto forense israeliano Abu Kabir, non ne faceva questione di nazionalità (ambè, allora se e' così non vedo dove sia lo scandalo), rubava gli organi senza consenso sia ai cadaveri dei palestinesi che a quelli degli israeliani che transitavano dalla struttura per le autopsie. L'istituto era l'unico istituto di medicina legale del paese ed al centro di un clamoroso scandalo è che riguarda proprio un traffico internazionale d'organi a pagamento

Alcuni parenti di soldati israeliani morti hanno fatto causa all'istituto fin dal 2001, possibilità per ora negata ai parenti delle vittime palestinesi, perché gli espianti sui palestinesi erano negati dl governo israeliano (eggià e siccome erano negati si nega anche il fattaccio, cornuti e mazziati). Il dottor Hiss (stretto parente se non reincarnazione del dott. Mengele), nonostane le pesantissime accuse che comprendevano altre irregolarità (tra le quali una collezione di teschi umani e l'aver taroccato l'autopsia di Rabin), è stato assolto da ogni accusa e protetto dal governo, motivo dell'assoluzione è che Hiss non avrebbe tratto profitto dai suoi reati, perché "il suo unico interesse era l'avanzamento della ricerca scientifica"( Solo che a Mengele l'hanno accusato di crimini di guerra). Una giustificazione inaccettabile e imbarazzante che si è già sentita nel passato, Hiss continua ancora oggi a lavorare come patologo nella stessa struttura e il governo, difendendolo, ne ha condiviso implicitamente l'operato.

L'ammissione è contenuta in una intervista del 2000 all'allora capo dell'istituto Jehuda Hiss, al canale televisivo israeliano Channel 2 TV, intervista che poi non è mai stata mandata in onda, (nutrivate dubbi in tal proprosito?) conservando il segreto su questo modo criminale di procedere fino a ieri. L'intervista è andata in onda questo fine settimana e non perché in Israele si stia decidendo una nuova e discussa disciplina dei trapianti, per la quale i donatori di organi acquisirebbero la precedenza nei trapianti sui non donatori.

È stata Nancy Sheppard-Hughes, l'accademica statunitense che aveva intervistato il professor Hiss nel 2000, a decidere di rendere pubblica l'intervista proprio per la delicatezza delle questioni sollevate dall'articolo di Aftombladet. Secondo Sheppard-Hughes l'intervista dimostra che non esisteva un accanimento razzista sui corpi dei palestinesi, ma non si può mancare di notare che nell'esercitare la pratica sui palestinesi i medici israeliani hanno infranto leggi e norme che vanno oltre la deontologia professionale, visto che Israele  non poteva esercitare alcuna sovranità sui corpi degli "stranieri" e ancora meno su quelli dei nemici uccisi in combattimento o durante i numerosi episodi di repressione ai danni della popolazione palestinese. Al seguito dell'intervista nessuno ha più avuto il coraggio di smentire nulla, anche perché è arrivata anche la stringata ammissione ufficiale dell'esercito "quelle pratiche hanno avuto luogo" a mettere la parola fine sulla questione.

Se il furto d'organi avesse interessato solo i corpi di cittadini israeliani lo scandalo avrebbe avuto una dimensione esclusivamente nazionale (certo anche perche' cio' che e' mio e' mio e ci faccio il cazzo che voglio, e quello degli altri e' anche mio per cui ci faccio il cazzo che voglio ma non voglio che si sappia), ma ora che si è saputo che il traffico si estendeva ai corpi dei palestinesi la questione diventa un problema di natura necessariamente internazionale e chiama in causa le responsabilità dei vertici del governo israeliano. Responsabilità relative a crimini gravissimi compiuti nei confronti di una popolazione sotto regime d'occupazione militare, ce n'è abbastanza per un'altra causa per crimini di guerra contro i governi israeliani dell'epoca (ipotesi quanto mai improbabile, loro sono gli eletti da dio e noantri semo un cazzo).

Uno scandalo e un colpo all'immagine che non potrà certo risolversi dando dell'antisemita a caso, ma anche una rivincita del quotidiano a del giornalista svedese che a settembre erano finiti nella bufera, costretti poi a precisazioni pelose per quietare l'assalto della propaganda israeliana e deflettere l'accusa di antisemitismo, portata rabbiosamente e a gran voce da blog e testate filo-israeliane, arrivando a parlare di "matrimonio all'inferno" tra l'Aftonbladet e Hamas. In Italia non era andata molto meglio e nessun politico aveva difeso il diritto di cronaca di fronte alla furia dei soliti noti, che erano giunti a chiedere il boicottaggio dell'IKEA contro i cattivi antisemiti.

Oggi, mentre Google News restituisce oltre un migliaio d'articoli sulla clamorosa conferma, la versione italiana offre solo sei risultati, nessuno dai maggiori quotidiani e nessuno che ricordi l'iniziativa di Fiamma Nirenstein (deputata del PDL con cittadinanza israeliana) che da sola causò un piccolo incidente diplomatico tra Italia e Svezia (per la serie come covarsi le serpi in seno), approfittando della sua posizione in Commissione Esteri per dare dell'antisemita agli svedesi in nome del governo italiano. Nessuno è corso neppure ad intervistare il ministro degli esteri Frattini, che aveva dismesso come false le notizie pubblicate da Aftonbladet.

Ancora una volta l'uso sistematico dell'accusa di antisemitismo da parte della propaganda israeliana si è rivelato efficace nel ridurre al silenzio le voci critiche con Israele, ma ancora una volta l'accusa si è dimostrata falsa, un'offesa e un insulto alla verità. Chi non ha ragioni da opporre, può ricorrere solo all'insulto, da tempo Israele è ridotto a poter usare solo l'espediente dell'accusa di antisemitismo perché di ragioni nel reprimere e cacciare i palestinesi nei territori, etiche o legali che siano, non ne ha più alcuna.

 

(Tra parentesi e in grassetto alcune mie personali considerazioni)

 


 




17 ottobre 2007

Hollowcaust Hullabaloo

di Gabriel Ash - 21/01/2007 

[ anche lui noto antisemita, come Ariel Toaff  ;-))) ]

Spesso vengo accusato di antisemitismo, forse a torto, forse a ragione, anche se bisogna ammettere che il confine tra la critica aspra a israele e l'antisemitismo visto la normativa vigente è un sottile filo di capello che passa attraverso lo specchio deformante del pregiudizio del lettore e in seguito sotto la lente d'ingrandimento del giudice inquisitore di turno. Non sto qui a dilungarmi oltre per spiegare il mio punto di vista, l'ho già abbondantemente spiegato nei post precedenti questo, chi ha tempo e voglia si sfogli tutto il blog,  e sinceramente non lo ritengo doveroso nei confronti di nessuno.


Geniale questo articolo dello scrittore e saggista israeliano Gabriel Ash,
nato in Romania, cresciuto in Israele, dove ha prestato servizio regolare
nell'esercito. Oggi vive in America, è un attivista per la Pace e scrive
sulla rivista "Yellow Pages". Il suo motto è che scrivere è importante
perchè "talvolta la penna è più efficace della spada, talvolta no"

Questo articolo s'intitola Hollowcaust Hullabaloo ed è stato scritto a
metà dicembre 2006, in occasione della conferenza di Teheran.
L'ho tradotto io :-) e la parola Hollowcaust non può essere tradotta,
in quanto egli la conia come definizione dell'Olocausto come
"strumento efficace nell'arsenale della segregazione globale".
E' geniale, ripeto. E doveroso pubblicarlo in occasione della
giornata della memoria e del fatto che Mastella vuole, anche
da noi, mandare in galera i "negatori" dell'Olocausto. Anche
la vignetta [sotto] la pubblica lui ed è esplicativa dei concetti
che elabora.
-- Cloro al Clero




Hollowcaust Hullabaloo 


E' una buona settimana x l'Olocausto. E' stato per tutto questo tempo tra le notizie piu' importanti. Sfortunatamente, i media, non eccellono nel fare
collegamenti, cosa che lascia a me il gioioso compito di mettere insieme
tutte le recenti notizie sull'Olocausto.

In Iran, dei pagliacci hanno ospitato una ridicola conferenza sull'Olocausto al ministero degli esteri, allietata dalla presenza di "luminari", quali colui che predica la supremazia dei bianchi, David Duke.

In Francia la speranzosa candidata alle presidenziali, Segolene Royal ha
avuto da dire sulla questione per cui, alla presenza del deputato di
Hezbollah, le è toccato di ascoltare(non si sa se in arabo, o in traduzione)
un paragone tra la resistenza di Hezbollah e la resistenza dei francesi
contro l'occupazione nazista.

Royal ci assicura che ogni paragone che implicasse un associazione tra gli spiacevoli nazisti e Israele sarebbe stato , per cio' che è stato fatto dai
nazisti, "inammissibile, odioso ed abominevole"(Loubnan Ya Loubnan, December 2006)

Per finire: prima di di partire per una visita in Germania, il premier Ehud
Olmert, è intervenuto al museo nazionale dell'Olocausto (di Israele), dove
ha paragonato L'Iran ai nazisti e ha spinto affinché la Germania tagliasse i suoi rapporti economici con l'Iran.

Cominciamo con il terzo evento. Con le parole con cui Olmert ha presentato la sua posizione ai tedeschi: "Posso suggerire al popolo tedesco.Voi potete avere interessi economici, potete fare affari, però avete un obbligo morale piu' profondo verso voi stessi, verso la vostra storia e verso il vostro futuro."Israel National News, December 11, 2006. In altri termini, a causa dell'Olocausto, La Germania deve appoggiare l'attacco Israeliano all'Iran.

Cinque secoli fa, un monaco tedesco si mise contro il papa, accusandolo di aver mescolato affari di coscienza con questioni di lucro, per aver venduto il perdono divino ai peccatori impauriti .

Martin Lutero fu fautore dell'idea secondo cui peccato e redenzione sono
questioni che riguardano il rapporto diretto tra l'uomo e Dio. Qualcuno che pretenda di mediare questa relazione per ottenere la redenzione per qualcun altro ed essere pagato per questo, sarebbe stato considerato un ciarlatano (Lutero disse che anticristo era il nome del "capo" dei ciarlatani).

La cosa meno importante che si può dire è che la Germania del secondo
dopoguerra è che ha tradito Lutero. Pentiti del recente passato nazista, i
tedeschi hanno accettato di pagare miliardi di dollari ad Israele. E Israele
neanche esisteva durante l'Olocausto. I nazisti hanno assassinato Ebrei,
omosessuali, zingari, socialisti. Non fecero nulla contro lo stato di
Israele, molti dei fondatori del quale, espressero ammirazione per
l'ideologia nazista e in certi casi vollero combattere a fianco di Hitler
durante la guerra. (Lenni Brenner, 51 Documents: Zionist Collaboration with the nazistis).

Israele non è stata vittima dei nazisti. Ne trasse, anzi, degli indiretti
benefici.

Israele ha offerto ancora ai tedeschi la loro redenzione: pagaci e noi
cancelleremo l'onta del peccato sui vostri discendenti. Pagaci e voi sarete riabilitati. E i tedeschi sono stati felici di pagare. Essendo coscienti del loro vero, specifico, passato e cercando redenzione nella desolazione della loro identità naufragata che si rifletteva in molti tedeschi (e sono pure gentile. Il perché è facile da capire. L'eredità del nazismo non è stata
certo limpida). Essi sono stati felici di pagare e hanno guardato
silenziosamente, acriticamente, a come Israele ha preso i loro insanguinati soldi e li ha usati per costruire esattamente il tipo di stato crudelmente militarizzato che , ai loro tempi, condusse i tedeschi stessi alla perdizione.

L'ironia sta nel fatto che I tedeschi, dopo aver accusato se stessi di
essere stati troppo obbedienti , troppo ligi alla definizione di moralità
presentata dallo stato nazista, abbiano tentato di riscattarsi dando ad un
altro stato, Israele, i diritti di definire i termini della loro moralità a
loro piacimento. Questo però hanno fatto. I politici e gli intellettuali
tedeschi hanno ceduto la loro coscienza ad Israele e agli Stati Uniti.

60 anni piu' tardi essi sono ancora incapaci di criticare le azioni di
costoro. Invece di una vera coscienza, essi hanno adottato l'atteggiamento di una servile santificazione di tutto cio' che Israele fa.

In questo contesto, Olmert, il nuovo papa dell'Olocausto, pretende
obbedienza dai tedeschi per rinnovare un perdono epocale, ricordando loro , come un lucido venditore ambulante di indulgenze quale è, che loro "hanno un obbligo verso se stessi."

Tuttavia, Olmert, l'uomo ricevuto con calore dalla cancelliera Merkel, è un
criminale di guerra. E' notizia recente che egli ha mandato ,ancora una
volta, centinaia di persone al macello. In accordo con le sue parole, la
carneficina non è stata prodotta da un'azione militare (che sarebbe stata
già di per se, sufficiente) ma di una deliberata azione finalizzata ad
esercitare pressioni sui politici libanesi (Gabriel Ash, Dissident Voice,
July 2006).

Olmert è il classico criminale che proviene dalla stanca abitudine storica
del diritto del più forte (ius in bellum) . Chiaramente non c'è paragone tra
cio' che Olmert ha fatto a Gaza e in Libano e cio' che han fatto i nazisti
ad Auschwitz.

C'è paragone, però con cio' che i nazisti han fatto in posti come Lidice.

Contemporaneamente, se davvero i tedeschi hanno un "obbligo verso se stessi" quest' obbligo imporrebbe di arrestarlo e porlo in condizione di non nuocere , nel momento in cui mette piede in Germania. I tedeschi di certo non hanno l'obbligo di stare a sentire un macellaio come lui, pontificare sulla moralità. Nessuno ce l'ha, quest'obbligo.

Passiamo ora all'"affaire Sego". Secondo il guru dei blogger libanesi in
Francia,(Loubnan Ya Loubnan, December 2006)

Segolene Royal sarebbe stata intrappolata da una piccola commedia ordita dal gruppo libanese appartenente al partito "cedar revolution", o dai sostenitori del governo di Jacques Chirac, o da entrambe le parti, le quali hanno interesse a mantenere le assicurazioni e il loro allineamento con Washington e Tel Aviv.

Royal ha astutamente evitato le "mazzate" diplomatiche, cancellando il suo incontro coi rappresentanti di Hamas, sostanzialmente derogando al suo impegno di ascoltare tutte le parti coinvolte nella polveriera del Medio
Oriente.

Ella ha evitato l'imbarazzo che avrebbe suscitato la previsione, più volte
pubblicata, che il paragone che sarebbe stato fatto dai rappresentanti di
Hamas tra i nazisti e Israele, l'avrebbe spinta ad abbandonare l'incontro.
Cio' significa che, effettivamente, ella non potrebbe sostenere incontri con il 90% della popolazione che oggi vive nel medio oriente.

L'Olocausto, (si conclude nel blog) è la più efficace arma nelle mani di
coloro che sono fautori dello scontro di civiltà. Se la memoria del nazismo, in occidente, puo' far sì che un politico francese si astenga
dall'incontrare dei rappresentanti politici palestinesi democraticamente
eletti, significa che l'Olocausto è diventato uno strumento più che efficace
nell'arsenale della segregazione dell'apartheid globale.

Non credo sia più offensive un medico saudita che afferma di "non voler
stare nella stessa stanza con donne" (Arab News, November 22, 2006) o un politico francese che insiste che non vuol stare in una stanza con un
libanese o un palestinese che afferma di vedere se stesso paragonabile a colui che s'insericsce nella tradizione dei francesi che hanno resistito
all'invasione nazisti.

Il paragone è significativo perché l'Olocausto viene inteso in Europa (e,
diversamente, in Israele) come avente le sembianze di un dogma religioso. La "negazione dell'Olocausto" è l'unico atto "discorsivo" che sia legalmente vietato come una blasfemia e che può portare qualcuno in galera.

E i politici europei apparentemente non possono stare nella stessa stanza con degli "infedeli" o con persone che sfidano la credenza secondo cui vi è stato un solo grande olocausto, con Israele come suo profeta.

E come i fondamentalisti sauditi , che ,con strabiliante ipocrisia, lanciano
maledizioni contro una stupida vignetta danese ma cooperano con gli USA e Israele, dietro le quinte del contrasto alla resistenza palestinese, i
fondamentalisti dell'olocausto d'Europa parlano con la lingua biforcuta.

Non appena Segolene Royal aveva finito di dire di non voler ascoltare chi
paragonava Israele al nazismo, il primo ministro israeliano ha usato come
palcoscenico il museo dell'olocausto, per affermare il paragone tra l'Iran e
la Germania nazista.

Avrebbe mai detto, Royal, che avrebbe lasciato la stanza se avesse sentito Olmert fare tale paragone storico? Gli israeliani e gli americani fanno funzionare a loro comodo un'industria dei paragoni tra il nazismo e l'uomo malvagio del giorno.

Cominciarono col paragonare Yasser Arafat a Hitler. Clinton paragono'
Milosevic a Hitler. Sulle colonne del Sun apparvero paragoni tra il
fondamentalismo islamico e il nazismo. Bush paragonò Saddam a Hitler e ora l'Iran è diventato l'ultima incarnazione del nazismo per Israele. Quand'è stata l'ultima volta che un fondamentalista europeo dell'Olocausto ha lasciato la stanza sentendo questi paragoni asinini?

Lasciatemi parlare fuori dai denti di questi piazzisti dell'Olocausto.
L'Occidente ha elevato i crimini dei nazisti come il paradigma del male
assoluto. Paradossalmente, ogni crimine successivo, specialmente se l'autore è Israele, puo' oggi essere giustificato in virtu' dei campi di sterminio. Per contro, le tendenze genocide che segnano la base della vita civile possono essere ignorate, invocando la rituale condanna della "falsa analogia" col nazismo, persino quando la distruzione sistematica è parte integrante della pratica militare degli occidentali e dei suoi moderni ed operativi eserciti, che combattono con la resistenza popolare. Conseguentemente, non si può paragonare la morte di piu' di un milione di irakeni , risultato della politica americana di "sicurezza" dal 1992, all'Olocausto. Oppure non è possibile paragonare la pluridecennale punizione collettiva cui sono sottoposti gli abitanti di Gaza, o la distruzione del sud del Libano, ai metodi di "pacificazione" dei nazisti.

Nessuno chiamerebbe Bush "negatore dell'Olocausto" per aver fatto in modo di negare il valore di studi scientifici a proposito dei morti (in Iraq),
stimati nell'ordine delle centinaia di migliaia.

Quando gli interessi occidentali ci vanno di mezzo, invece, si opera
diversamente. La lezione dell'Olocausto ( e dei suoi 6 milioni di morti) è
abbastanza buona per giustificare le bombe NATO su obiettivi civili in
Iugoslavia, il massiccio bombardamento israeliano di Beirut, la futura
guerra nucleare all'Iran ecc.L'insignificante tiranno che "uccide il suo
stesso popolo"( e chi non lo fa?) diviene improvvisamente terribile come
Hitler.

Il genocidio degli ebrei europei è stato trasformato nell' Hollowcaust , un
paradigma del male che resta concettualmente indeterminato. Vuoto nel suo senso centrale,sublimemente applicabile a tutto e a nulla, a seconda delle circostanze.

L'Hollowcaust , come una divinità volitiva e capricciosa, rifiuta il
paragone qui, accetta invece un altro paragone, valido o farlocco, là.

E' una divinità partigiana, un dio che sempre benedice "noi" e condanna
"loro" , persino in come essa chiede di essere adorata dall'intera umanità,
in nome di tutta l'umanità. Questo Hollowcaust attrae vittime in un'inutile
competizione, nella quale esse devono adorarlo con un sacrificio rituale dei fatti, delle notizie, delle statistiche, che giustificherebbero la loro
richiesta di essere prese in considerazione, rispetto al destino degli ebrei
europei.

Tuttavia , il successo di questo richiamo,come il successo dell'Olocausto
"originario" di Caino, non dipende da nulla che non sia la volontà divina ,
in questo caso, l'umore dell'occidente. Come ne "i Piccioni" di Skinner, i
devoti sono condotti in modo malato a sconnettere completamente le cause dalle conseguenze. Come Caino essi sono talvolta portati al fratricidio. E' facilmente comprensibile che, date tali circostanze, la tentazione di negare o di sminuire i crimini dei nazisti è quasi irresistibile. La negazione dell'Olocausto è radicata nel desiderio di spingere via l'Hollowcaust.

Ritorniamo ora alla patetica conferenza sull'Olocausto che si è tenuta in
Iran. La cosa più carina che si puo' dire degli organizzatori è che sono
pazzi. Motivati dalla solidarietà con le vittime del terrorismo di stato, si
sono fatti involontariamente vessilli del terrorismo di stato loro stessi.
Discutendo dell'autenticità dell'Olocausto, il presidente iraniano non ha
determinato il ripudio del sionismo, bensì, come argomenta Joseph Massad (Al-Ahram, 2004) un'utile giustificazione del sionismo stesso. Di più: per alleggerire il nazismo si difende il terrorismo di stato,compreso quello di Israele.(Alla conferenza) partecipano anche antimperialisti che rifiutano categoricamente il terrorismo di stato, (ma) d'altra parte, forse, non è sorprendente che il governo iraniano stesso non avversi la tortura e l'omicidio e che trovi gli alti principii di costoro troppo pesanti.

La meschinità del presidente iraniano è stata, come ci si aspettava, manna dal cielo per gli apologeti di Sion.

I media occidentali han colto l'occasione per imbrattare molte pagine con
condanne, esortazioni e diffusione di paure di epiche proporzioni.

Per fare un illuminato esempio, Anne Appelbaum avvisa I lettori che tutto il lavoro fatto per istituzionalizzare la memoria dell'olocausto non è
sufficiente: "la distruzione, vicina nel tempo, degli ebrei europei
perpetrata in modo organizzato e in poco tempo dalla sofisticata nazione
europea, attraverso l'uso della miglior tecnologia disponibile è stata, a
quanto pare, un evento che richiede costante riproposizione."

Il messaggio dei piazzisti dell'Hollowcaust come Appelbaum,viene solo
amplificato dalle idiozie della conferenza iraniana . O ebrei! Essi stanno
cantando all'unisono per questo, dando molti più soldi alle attività del
centro Simon Wiesenthal, così possono blaterare ancora un po'
sull'Hollowcaust, mentre presentano Robert Murdoch come un campione dei diritti umani!(The Forward, February 3, 2003)

Ma fate molta attenzione a cio' che Appelbaum cerca di "spiegare" . Le sue parole sono finalizzate chiaramente a mostrare la traccia del Faustiano affare Hollowcaust,, quell' affare che ha dato agli ebrei il riconoscimento ufficiale per le loro sofferenze in cambio dell'accettazione del "modus vivendi" standard della razza bianca occidentale. Non è l'orrore sofferto dalle vittime, cosi come non è l'omicidio, non è il terrore, che rende unico l'olocausto per Appelbaum. Cio' che dev'essere costantemente spiegato e continuamente immaginato è l'orrore di "una sofisticata nazione europea che ha usato la miglior tecnologia disponibile" per commettere genocidio. Ma non si devono fare sforzi per immaginare che questa è l'ultima cosa che richiederebbe spiegazione. Una nazione avanzata che usi i mezzi tecnologici a sua disposizione per uccidere non risponde forse a criteri pienamente umani? Qual è la questione, veramente? Questa sinossi di un dozzina di capitoli completi di storia moderna non appare valida? Per caso qualcuno si aspettava che la supremazia bianca fosse fatta valere con bastoni e pietre? E' chiaro che una nazione usa la miglior tecnologia , quando vuole sterminare intere popolazioni. Non sa, Appelbaum, quanti miliardi di dollari vengono tutti gli anni spesi per perfezionare le armi di distruzione di massa esistenti e per inventarne di nuove?

Cos'hanno le camere a gas di così sofisticatamente scioccante o di
scioccantemente sofisticato, rispetto alle bombe nucleari, al mustard gas,
al napalm, alle cluster bombs, all'agente orange, ai mitragliatori, ai
Caterpillar D-9s ,ai bombardieri di lunga autonomia, e alle altre migliaia
di piccole e grandi invenzioni, progettate da aziende perfettamente
legittime per accelerare con efficacia il trapasso dei "nemici" alla tomba?

La sofisticazione e la tecnologia non sono cio' che rende il genocidio
nazista diverso.

Questi caratteri, infatti, sono comuni alla maggior parte delle dozzine di
altre guerre dichiarate dagli occidentali contro i gruppi "non bianchi"
della popolazione mondiale.

È singolare che Appelbaum desideri sottolineare come la differenza
principale sia l'elemento (la tecnologia di morte) che è proprio l'ultimo a
distinguere l'Olocausto dagli altri massacri: tale elemento, molto più
probabilmente, è giusto che sia rivendicato dalle vittime dell'imperialismo
e del colonialismo occidentali, poiché è proprio ciò che costituisce il
terreno comune della vittimizzazione di questi diversi popoli.

Gli scopi della "necessità di spiegazione" di Appelbaum non potrebbero
essere più chiari. "Ricordarsi" dell'Olocausto è, soprattutto, escludere
altre vittime.

La rappresentazione dell'omicidio di massa commesso "da una nazione
specializzata con le tecnologie avanzate." è incomprensibile. E la sua
spiegazione non è interessata a raggiungere comprensione. Nella modalità propria della teologia negativa, si "spiega" l'Olocausto conservandone volontariamente la sua incomprensibilità, in modo da rendere costantemente necessaria la sua ri-spiegazione.

Erigere l'Hollowcaust ad unico caso di "nazione dalla tecnologia avanzata" che commette genocidio, non è affermare il passato. E' negare il presente. E' negare le milioni di morti che sono perpetrate, anno dopo anno, da "sofisticate nazioni con avanzate tecnologie" ed è anche erigere una barriera tra le "sofisticate nazioni con avanzata tecnologia" ed il resto
dell'umanità

Da una parte stanno le nazioni "tecnologicamente avanzate" , quelle per cui il genocidio è e resta nell'incomprensibilità e viene, quindi, efficacemente negato. Il genocidio, si pensa, non accadrà più perché sarebbe impensabile pensare che accada di nuovo. Il genocidio commesso da una nazione sofisticata, con armi tecnologicamente avanzate è accaduto sì, ma soltanto una volta. Se si suggerisce che, invece, è accaduto più di una volta, ciò viene a significare il tradimento delle vittime. E' blasfemìa.

La commemorazione e la deificazione di quell'unicità è un'aberrazione
prodotta su commissione ed è il fondamento inesplicabile delle norme
"civilizzate" che in seguito ad esso sono state emanate.

In termini freudiani possiamo dire che l'Hollowcaust sta alla fondazione
della moderna supremazia occidentale allo stesso modo che il tabù
dell'incesto sta alla fondazione della famiglia.

Dall'altro lato (del muro, se lo desiderate) vi sono le nazioni " non
sofisticate", tecnologicamente arretrate.

Implicitamente, l'omicidio di massa, in quelle nazioni viene considerato
"tecnologia arretrata", ma anche per questo poco rilevante, facilmente
comprensibile;essa viene spiegata abbastanza "naturalmente" dalla loro
decisiva mancanza di sofisticazione. In effetti essi sono barbari e come
tali tendono facilmente ad uccidere. Ne consegue che uccidere queste persone non è esattamente commettere grande crimine, si pensa presso di noi, poiché la morte violenta è il loro stesso modus vivendi "Non rispettano la vita come NOI"; essi si offrono come vittime per fare i kamikaze, e così via.

In modo perfettamente circolare, il loro rifiuto irreverente della fede
nell' Hollowcaust (che è stata costruita per escludere da essa proprio
questi "barbari") conferma la loro esclusione dalla Comunità civilizzata che li abbandona senza ripensamenti al loro destino di "carne da macello".

Ecco come l'Hollowcaust è così l'ideologia di segregazione globale (della
quale il muro israeliano è un simbolo)per eccellenza . La vignetta brillante
di Abdullah Derkaoui qui sopra, esprime il senso secondo cui l' Hollowcaust funziona secondo la definizione classica dell'ideologia, come mediazione tra la propaganda e la realtà di segregazione e, come tale, argomento decisivo per costruire la segregazione stessa. Ed ora questi piazzisti di Hollowcaust sono sorpresi e scossi che tanti barbari pisciano sui loro memoriali? Fateci caso, essi stanno ottenendo soltanto la restituzione del messaggio del loro proprio razzismo con scritto" ritorno al mittente" scarabocchiato sopra la busta.

L'autore gradisce commenti e considerazioni
g.a.evildoer@gmail.com.

Versione originale:

Gabriel Ash
Fonte:
http://www.dissidentvoice.org/
Link: http://www.dissidentvoice.org/Dec06/Ash14.htm
14.12.2006

Versione italiana:

Fonte: http://cloroalclero.blogspot.com/
Link:
http://cloroalclero.blogspot.com/2007/01/giornata-della-memoria.html#links



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